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Mediazione Civile & Commerciale Organismo di conciliazione Elenco mediatori familiari Corsi formativi per conciliatori Albo arbitri Arbitrato Camera arbitrale Corsi formativi per arbitri A.N.P.A.R.

Una sentenza del TAR di Pescara che fa discutere gli organismi di mediazione pubblici

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Ho  letto, con molta attenzione la sentenza del TAR di Pescara qui allegata.  Il problema riguarda le camere di commercio e gli ordini professionali in quanto equiparabili a enti pubblici e non le organizzazioni private.  La sentenza in discussione  al punto 2.3 ha dichiarato che,  “ nel merito",   il ricorso  è manifestamente fondato con riferimento all’azione di annullamento   del regolamento di mediazione della Camera di Commercio di Pescara, mentre in diritto  rileva l’inammissibilità dell’impugnazione,  spiegandone i motivi  al comma 2.2.
Mi dispiace doverlo dire ma è stata fatta una causa che non ha sortito nessun effetto se, non quello di  perdere  tempo e denaro a carico della collettività.  Qual'è stato il risultato  finale ottenuto dai ricorrenti per il proprio assistito? Nessuno se non quello di  far pagare all'amministrazione ricorrente (C.C.I.I.A.)  1.500 euro a titolo di spese processuali.

Malgrado, ciò ho l'impressione che sia ordini professionali sia  le camere di commercio manterranno lo stato quo e non cambieranno il regolamento  e se il Ministero lo imporrà, ribalterà sicuramente la responsabilità civile sui mediatori e non sugli organismi.  A noi  interessa poco questa sentenza  e non ci riguarda.

E' bene chiarire a chi legge che,  quando è il Giudice a "ordinare"  la proposta, il mediatore vi deve provvedere a prescindere dal regolamento dell'organismo. Una "ordinanza" sulla “demandata”, è cosa diversa dall'avvio di una normale procedura di mediazione anche se trattasi di "materia obbligatoria" vale  sempre e comunque il regolamento dell'organismo.

La sentenza  

Giovanni Pecoraro

 

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