(AGI) – Roma, 9 apr. – Fare in fretta con i decreti ministeriali sui requisiti degli organismi di conciliatori e dei conciliatori e sulle indennita’, che attueranno in concreto la riforma che ha introdotto nel sistema giustizia la mediazione. E’ quanto chiedono gli Ordini forensi, che, in una riunione organizzata dal Cnf, hanno sottolineato l’esigenza di avere un quadro normativo completo per poter cogliere al meglio le opportunita’ e superare le difficolta’ interpretative e pratiche che le norme hanno posto. Sul mercato, infatti, sono gia’ operative strutture private, legittimate dalla riforma societaria, mentre appena una decina di Ordini possono vantare un organismo di conciliazione gia’ avviato. Inoltre, spiega il Consiglio forense, bisogna organizzare la formazione e, in assenza dei decreti ministeriali che fissino i requisiti dei conciliatori, e’ tutto piu’ difficile. L’indicazione emersa oggi da parte del Cnf e’ quella di aspettare i decreti attuativi e di muoversi in un quadro aggiornato: proprio per questo la richiesta al ministero della Giustizia e’ “di fare il piu’ in fretta possibile”. Con la riforma governativa, gli Ordini sono chiamati a istituire organismi di conciliazione presso i tribunali, che saranno riconosciuti di diritto dal ministero: “un’opportunita’”, rileva il Cnf, “ma anche una sfida visto che, per chi non e’ gia’ sul mercato sulla base delle vecchie regole, il rischio e’ quello di una partenza in salita che potrebbe trasformarsi anche in una iniziativa inutile e piuttosto costosa”.

Il presidente del Cnf Guido Alpa ha osservato che “con la commissione Cnf per lo studio della mediazione abbiamo avviato un confronto con il ministero della Giustizia nella convinzione che gli organismi di conciliazione presso gli Ordini forensi abbiano delle caratteristiche peculiari: saranno formati da soggetti con una formazione specifica giuridica teorico-pratica e potranno garantire una maggiore imparzialita’. Siamo dell’avviso anche che le parti avranno interesse a essere accompagnate da un legale di fiducia. Insistero’ presso il ministero perche’ gli Ordini siano automaticamente iscritti anche come enti formatori. E sono dell’avviso che i conciliatori presso gli Ordini non potranno essere che avvocati che si siano formati presso l’Ordine stesso o altri Ordini forensi”. I dubbi sull’implosione del sistema sono tutti sul tappeto, anche perche’ andra’ valutata la sostenibilita’ economica e pratica del sistema. “Siamo tutti preoccupati – aggiunge Alpa – perche’ non ci sono dati che ci diano un ordine di grandezza. Certo e’ pero’ che il sistema si dovra’ autofinanziare e quindi e’ importante che il ministero fissi delle tariffe che siano sufficienti a coprirne i costi”. (AGI) Red/Oll