Il COVID19 non ferma la mediazione.

La mediazione civile in soccorso della Giustizia, risolta una controversia che durava da 33 anni, risolta da una professionista della mediazione. 

Una vicenda molto complessa che ha visto protagonisti: parte A che riteneva di avere maturato il diritto di usucapire un bene ai sensi dell’art. 1158 del codice civile, e parte B il curatore fallimentare dell’impresa FALLITA, all’epoca dei fatti titolare dei beni immobili.

La parte A con l’assistenza di un avvocato,  ha presentato istanza di mediazione avente ad oggetto il riconoscimento del proprio diritto con l’indicazione delle parti da chiamare e del bene da usucapire all’organismo di mediazione A.N.P.A.R..
L’organismo, poi, ha provveduto a convocare le parti indicate nell’istanza ed a fissare la data dell’incontro, presso la sede competente di Bari e a nominare mediatore l’avv. Maria Cataldo

Dopo vari incontri, non privi di difficoltà, Il giorno 19 maggio 2020 , alla presenza del mediatore Avv. Cataldo, le parti hanno raggiunto un accordo, formalizzato davanti ad un notaio, il quale ha provveduto alla redazione dell’atto pubblico e alla trascrizione dello stesso, in maniera che diventi effettivo nei confronti di tutti (erga omnes). 

Dopo la sottoscrizione dell’accordo il Curatore depositerà istanza  perché il Tribunale di Taranto – sezione fallimentare autorizzi la cancellazione da parte del Fallimento delle formalità pregiudizievoli gravanti sull’immobile oggetto dell’accordo, tra cui la cancellazione della trascrizione della sentenza di Fallimento del tribunale di Taranto eseguita a Bari nel 1987. 

Un accordo il cui costo di mediazione, complessivamente è  stato pari a €. 390,40