Ci è molto piaciuta l’analisi del giornalista del “Sole 24Ore del20 febbraio 2012 Andrea Maria Candidi,  che fuori dalle polemiche degli organismi ha fotografato la realtà  sulla mediazione. Una frase particolarmente bella ci è piaciuta: “Il bilancio di quasi un anno di mediazione obbligatoria dice, innanzitutto, che se la controparte vince tutte le resistenze e accetta di confrontarsi davanti a un mediatore, la procedura funziona. Le rilevazioni mostrano, infatti, che quando l'”aderente” (l’equivalente del “convenuto” nel processo civile) si presenta, più della metà delle volte il successo è assicurato. Con la differenza che il termine «successo» sta qui a indicare non solo la fine della procedura, dunque della lite, ma anche il raggiungimento di un compromesso – tecnicamente, la “conciliazione” – che sta bene tanto a chi vince quanto a chi soccombe”.  Al netto delle maldicenze,  l’ANPAR aveva colto fin dal 1995  che per deflazionare i  processi  bisognava introdurre la mediazione o i sistemi A.D.R. obbligatori.Molti organismi si lamentano che  sono “delusi della mediazione” e che gli investimenti fatti non corrispondono alle entrate. Così non è! Il Decreto legislativo 28 del 2010 è chiaro ed  inequivocabile, sono gli ignoranti della mediazione  che hanno voluto capire che dietro  c’era un “business” da portare a termine.Qualcuno pensava di “arricchirsi” sulle spalle di ignari mediatori pensando di detrarre dal compenso spettante ai medesimi percentuali che vanno dal 50% all’80%.