Al presidente Epifani
e ai signori On. del Parlamento

Apprendiamo da organi di stampa  che il PD ha manifestato il proprio interesse ad approfondire la proposta avanzata dal CNF di introduzione della procedura di negoziazione assistita degli avvocati, per il raggiungimento di un accordo tra le parti che abbia valore di titolo esecutivo, evitando di andare in tribunale. Per vostra più opportuna conoscenza alleghiamo il comunicato  già inviato a tutte le forze politiche presenti in Parlamento, che ha "fortemente voluto" la reintroduzione della mediazione civile,  dopo l'eliminazione dell'eccesso di delega rilevato dalla consulta al comma 1 dell'articolo 5  del D. Lsg 28/2010. L'eccesso di delega una volta sanato anche secondo i suggerimenti "indiretti" della Corte  fa sì che il D.Lgs  citato deve ritornare ad essere applicato così come previsto nella  sua formulazione originaria e  senza stravolgimenti. Quello che volete proporre su impulso "di avvocati al vostro interno", oltre ad essere già stato motivo di dicussione delle parti interessate avanti alla Commissione Giustizia del Senato (presente anche ANPAR) l'anno scorso  è un voler coartare la volonta dei cittadini che  non sarebbero più liberi di  risolvere una controversia tra di loro senza l'assistenza di nessuno (il contrario sarebbe una norma anticostituzionale). Cercate, piuttosto, di  fare in modo di eliminare  dai regolamenti degli organismi di mediazione il potere al mediatore di "FARE UNA PROPOSTA".

"Lavoro, lotta all'evasione, competitività, ripresa economica, benessere dei cittadini, riforme strutturali, tutte cose che non possono essere ostacolate da un piccolo raggruppamento  "politico" ispirato ad ideologia sulla mediazione civile  fuori da ogni regola  che, senza appartenere a un ordine legislativo e senza incarichi di governo, si propongono di esercitare il loro potere su chi ha facoltà di decisioni politiche, per ottenere l’emanazione di provvedimenti normativi, in proprio favore o dei loro clienti, riguardo a specifici problemi  e interessi personali o da categorie di persone che si considerano separate dagli altri, con speciali diritti e privilegi. Giù le mani dalla mediazione civile e commerciale da parte di queste lobby e caste – dice Pecoraro – dell'associazione nazionale per l'arbitrato e la mediazione dal 1995. Le  tre associazioni  non riconosciute dell'avvocatura so! no partite dalla "geografia dei tribunali" (notizia dell'ultima ora; la Corte Costituzionale   in un comunicato  "ha dichiarato INFONDATE  le questioni di legittimità   dell'art. 1, comma 2, della legge 14/2011, del decreto legislativo 7 settembre 2012, n. 155 e del decreto legislativo 7 settembre 2012, n. 157.  In poche parole la Corte Costituzionale ha dato ragione alla Parlamento, al Governo,  alla Cancelleri, a partire da settembre cambia la geografia dei tribunali. Altro che "calpestata dignità". La ministra Cancellieri ha detto semplicemente la verità.
Il  vero scopo – secondo  la pacata risposta nella forma ma non nella sostanza –   dell'intervento del presidente del CNF e unicamente  quello di voler mettere le mani sulla risoluzione EXTRAGIUDIZIALE delle controversie (mediazione e arbitrato), paventando la gratuità dei procedimenti. Avete mai sentito dire di un avvocato che lavora gratuitamente?  " Abbiamo già visto  il disastro di certi organismi di mediazioni dell'avvocatura prima della "sospensione della dell'obbligatorietà". Perchè non sono state pubblicate  il numero delle mediazioni che gli  organismi costituiti dagli ordini professionali  hanno portato a termine? La verità: tutte le domande presentate per la mediazione hanno avuto per esito la mancata adesione (sic!). Su cento domande  poche "unità" di accordi conclusi.  Bene dunque, l'affondo della ministra Cancelleri. Ha detto semplicemente la verità di come effettivamente stanno le cose e la Corte Costituzionale Le ha dato ragione su tutte le questioni  per le quali è stato indetto lo sciopero se tale lo si può definire. Uno sciopero che, guarda caso,  coincide con il  "periodo feriale".  Ma c'è una ragione: se fatto  in data diversa  forse pochi avrebbero aderito e la lobby ne sarebbe uscita  ancora una volta sconfitta. Alla saggia Cancelleri non può capitare nulla di male ha detto come sempre  quello che pensa al contrario  nessun è obbligato  a percorrere  la via che porta alla risoluzione delle controversie  al di fuori della giustizia ordinaria. La volontà dei cittadini è sacra e non può essere condizionata da falsità ed interessi di parte.