La nostra nota all’articolo qui pubblicato.

Assicuriamo i nostri  “naviganti” che – a differenza di quanto affermato   dall’Avv. Brunella Brunetti, – i corsi  A.N.P.A.R  e quelli di altri enti accreditati presso il Ministero,  sono validissimi  e danno comunque la possibilità di esercitare già l’attività di mediatore civile e commerciale come  previsto dall’art. 2 del D. Leg.vo  28/2010.

E’ una dichiarazione gravissima, che denota un’approssimazione alla materia del nuovo istituto giuridico della mediazione Come si permette, di affermare e sostenere che:  ………omissis…….e molti corsi, soprattutto al Sud, sono partiti («non è detto che poi tutti vengano considerati qualificanti, c’è anche la questione del monte ore»), molte società vi hanno intravisto un affare. Ma la legislazione non c’è tuttora, nonostante dovesse essere pronta entro settembre. Gli stessi formatori di questi corsi sono sì accreditati… ma per altre specializzazioni. Per quanto ci riguarda, valuteremo se ci sono estremi  civilmente e penalmente  perseguibili, e la richiesta di rettifica attraverso gli stessi organi di stampa che hanno pubblicato detta dichiarazione.

L’A.N.P.A.R. . precisa anche che,  sta attualmente  sull’intera Lombardia effettuando corsi, specializzati, che  consentiranno, una volta superata la prova finale di valutazione, ai discenti di poter tranquillamente essere designati a  risolvere controversie  in materia di tutela di diritti disponibili . Tra l’altro detti corsi  hanno ricevuto l’accreditamento da parte del Consiglio Nazionale Forense di 24 crediti formativi validi  quali crediti per la  formazione continua degli avvocati.

 

Quando la legge non c’è: “salta” il corso per mediatori

Una trentina di iscritti e quote già pagate, ma il quadro legislativo ancora in alto mare induce il Sindacato Avvocati al rinvio

Il corso comincia, anzi no: la legislazione a riguardo è in alto mare, e salta tutto. Scene molto “italiane”, purtroppo, quelle viste intorno alla questione dei corsi per Mediatori, figure destinate a cambiare il quadro della giustizia civile, almeno nelle intenzioni.
Agli iscritti, a un corso organizzato presso il Sindacato Avvocati di Busto Arsizio, che avevano già pagato la quota d’iscrizione e  attendevano per sabato l’avvio del corso, è giunta nei giorni scorsi la seguente comunicazione, a firma della presidente del Sindacato Avvocati, avv. Brunella Brunetti.
“Vi comunico che in relazione al Corso Mediatori 16 ottobre/26 novembre 2010, organizzato dal Sindacato Avvocati con la direzione scientifica dell’associazione Equilibrio & R.C. in convenzione con l’ANF, il Consiglio Direttivo ha deliberato la sospensione del Corso stante il perdurare del vuoto normativo in materia. Ad oggi, infatti, non sono stati pubblicati i decreti attuativi preannunciati informalmente entro il mese di settembre”. Nella comunicazione si precisava il contesto di “incertezza” sul contenuto dei decreti ministeriali a venire e l’intenzione di “salvaguardare l’interesse dei Colleghi iscritti”. Il rinvio del corso consentirebbe l’eventuale integrazione del programma formativo e l’accreditamento delle lezioni per la formazione continua degli avvocati. Anche perchè il Consiglio nazionale forense, con delibera generale, “ha disposto la sospensione degli accreditamenti in materia di mediazione sino alla pubblicazione dei decreti ministeriali in materia”.

Roba da mal di testa. O da mal di fegato: soprattutto per chi si era già iscritto al corso.  A segnalare il fatto a Varesenews, quantomeno perplesso, è il nostro lettore Gianluca T., la cui compagna, avvocato, era fra gli iscritti. Spiega: «Quella dei mediatori è una figura che dovrebbe costituirsi in apposito albo tramite corsi tenuti da enti e organismi accreditati presso il Ministero della Giustizia». La mediazione «è una prassi extragiudiziale, una sorta di conciliazione, particolamente utilizzata in ambito assicurativo. Laddove una transazione avviene tra privati, la mediazione presuppone, appunto, un mediatore». La prassi sarebbe mirata tra l’altro a sfoltire i tribunali civili, notoriamente intasati e lenti. Peccato che le ondivaghe sorti della legislazione lascino tutto in sospeso.

Il lettore qualche domanda se la fa sullo stop tardivo, sulla restituzione delle quote e così via, sulla legislazione di un Paese che sta ad aspettare il decreto attuativo di turno, sta fresco: può aspettare anni, o non vederlo mai.
Risponde l’avvocato Brunetti, sgombrando subito il campo dagli equivoci. Fermo restando il diritto al rimborso della quota per chi si tira fuori, il corso non è annullato, è rinviato. «Primo, nessuno ha cercato di “vendere” niente. Il corso lo avevamo organizzato con partner seri e accreditati, in modo che i colleghi (e non solo) non si disperdessero per altri corsi costosi e magari non qualificanti. Secondo: la mediazione non è un altro livello giuridico». Al contrario, afferisce più all’ambito della psicologia, dei facilitatori e del counseling piuttosto che al diritto in senso stretto: tant’è che ai corsi non si iscrivono solo avvocati.
Nell’attesa comunque della legislazione, si è creata una certa aspettativa e molti corsi, soprattutto al Sud, sono partiti («non è detto che poi tutti vengano considerati qualificanti, c’è anche la questione del monte ore»), molte società vi hanno intravisto un affare. Ma la legislazione non c’è tuttora, nonostante dovesse essere pronta entro settembre. Gli stessi formatori di questi corsi sono sì accreditati… ma per altre specializzazioni.
Insomma, un pastrocchio di dimensioni colossali, di fronte al quale è stato necessario fermarsi. Soprattutto quando, riferisce Brunetti, «appena una settimana prima della data d’inizio del corso» è giunta la delibera del consiglio nazionale forense che sospendeva l’accreditamento di questi corsi come formazione continua per gli avvocati. Ulteriore e definitivo motivo per “congelare” tutto.  In attesa che da Roma ci si muova e si faccia chiarezza sullo strumento della mediazione, che peraltro, agli avvocati, formulato così non piace per niente. Se non altro perchè è ciò che molti di loro fanno già nella maggior parte dei casi prima di tuffarsi a capofitto in una causa in tribunale.
«La questione della mediazione è molto complicata» riconosce Brunetti – «tanto che terremo un convegno, credo ai primi di novembre, perchè tutti possano approfondire il tema».

Busto Arsizio-d Fonte da  VareseNews.it
14/10/2010
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