Alle assurde richieste delle multinazionali del diritto, Giovanni Pecoraro dell’A.N.P.A.R. così ha risposto alla Commissione Giustizia del Senato: IMPROPONIBILE la richiesta di eliminazione dell’obbligatorietà ed INAMMISSIBILE la difesa obbligatoria nella mediazione da parte degli avvocati, perché la volontà dei cittadini è sovrana e non  può essere “coartata”  da nessuno. Per l’obbligatorietà è utile attendere la decisione della Corte Costituzionale. NO anche alla territorialità, in quanto in alcuni casi è possibile la Mediazione on-line, ha affermato Pecoraro. Nella  mediazione deve essere tutelata  sempre e comunque la parte più debole. Da tempo i cittadini  sottoscrivono clausole contrattuali  dove il foro competente spesso è  nella città  di residenza della sede legale  o all’estero della parte  che  “obbliga” a sottoscrivere il contratto (vedi compagnie aeree o assicurative).  Un NO secco, continua Pecoraro, è stato dato per l’ampliamento delle ore formative e dell’aumento delle tariffe, affermando che la commissione  su queste cose ha dato già parere favorevole, anzi  all’audizione c’è stato qualcuno dell’avvocatura che ha affermato che 50 ore per gli avvocati sono anche troppe. Due gli interrogativi rimasti senza risposta rivolti al presidente Berselli.
Primo interrogativo:
Il cittadino in un caso di malasanità  chi preferirebbe come mediatore un medico o  altro soggetto professionale?
Secondo interrogativo:
Dov’è ravvisabile nel programma formativo una qualsiasi regola che altri professionisti non siano in grado di comprendere?
Un forte SI – fatto proprio anche da interventi successivi- è stato quello sulla ELIMINAZIONE DELLA PROPOSTA -sia se, richiesta dalle parti  che  avanzata  dal mediatore. E’ su questa eliminazione che debbono concentrarsi tutti gli organismi di conciliazione. Si prega dare ampia diffusione

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