MEDIAZIONE CIVILE: Potenziare la professionalità e  gli organici in tempo di crisi. E’ possibile?
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La crisi, per i professionisti  che investono nella conciliazione e nell’arbitrato, può essere un’occasione di affermazione e crescita sul mercato globale, ha affermato, il presidente dell’A.N.P.A.R. Giovanni PECORARO, all’assemblea dei soci,  riunita per l’approvazione del Bilancio 2009.
“Valorizzare i conciliatori specializzati con A.N.P.A.R., è  l’obiettivo primario , della nostra associazione”.  Pregevoli ed accettabili, nei fatti, le risposte date ai presenti, SULL’ANDAMENTO DELLA MEDIAZIONE CIVILE.  
L’A.N.P.A.R., da 2 dipendenti assunti nel 2007 a tempo parziale ha oggi un organico composto da 8 unità lavorative altamente qualificate, a tempo indeterminato  e nel rispetto dei C.C.N.L.. Tra questi, anche conciliatori specializzati, che  hanno voluto mettere a disposizione dell’Organismo  la loro professionalità rifiutando come già accade per l’intero  direttivo all’esercizio di attività conciliativa.
Ma questo non è tutto, ha affermato PECORARO, consistenti sono state  i compensi che  abbiamo elargito ai  delegati Regionali e provinciali, e comunali  quali tutor addetti  ai percorsi formativi ed ai docenti addetti alla formazione.
In un periodo di crisi economica globale, molti sono stati gli studi professionali, obbligati a ridurre i costi, o a chiudere lo studio (30.000 chiusure nel solo anno 2009  e i dati del 2010 sono ancora più preoccupanti). Giovani talenti professionali, fuori dal mercato del lavoro? Non è una scelta che a me  piace, dice il presidente Pecoraro,  lo sviluppo delle libere attività professionali si rende oggi necessario anche in considerazione della minore disponibilità di capitale umano nella fascia giovane rispetto a vent’anni fa (secondo dati ISTAT nel 1988 la classe demografica dei ventenni contava 980.000 persone, scesi a 670.000 nel 2008 con solo il 9% di laureati all’interno di questa fascia di popolazione).?
La patria del lavoro  è ovunque si sta bene,  e se ci si guarda  attorno,  forse, l’Italia , almeno per l’esercizio della libera professione  è una patria dove il professionista dovrebbe trovarsi bene.
Certo la nascita del nuovo istituto giuridico della  mediazione civile  ha allargato le possibilità di lavoro per  quel  9%  di  laureati che  attraverso un percorso formativo  altamente specializzato e breve  possono essere chiamati a  risolvere controversie  in materia di tutela di diritti disponibili  del cittadino.