La mediazione civile e commerciale non si tocca. Ci fa piacere, che il Governo e le Commissioni, con un emendamento a sorpresa hanno eliminato dal “decretone sulle liberalizzazioni professionali”, l’obbligo di preventivo in forma scritta al cliente. Resta com’era prevedibile l’obbligo di restituire  nota con un preventivo di massima nel quale è scritto la misura del compenso. La prestazione d’opera professionale deve  essere adeguata all’importanza dell’opera e va pattuita indicando per le singole prestazioni con tutte le voci di costo, comprensive di spese, oneri e contributi.

Altro emendamente sul quale, il presidente Pecoraro dell’ANPAR, non è tanto d’accordo, è quello che mortifica  per l’ennesima volta la dignità dei giovani  laureati. La  modifica, che interessa è quella  che prevede che al tirocinanante  “è riconosciuto un rimborso spese forfettariamente concordato dopo i primi sei mesi di tirocinio”. Poche parole che pesano come macigni sul futuro dei giovani professionisti.  Pare possibile che un tirocinante possa essere messo nella condizione  di “farsi riconoscere dal suo “dominus”  una qualsiasi forma di compenso o spese?

Altra importante novità che riguarda indirettamente anche la mediazione (considerata attività regolamentata)  è quella reltiva alla costituzione di società di capitali composta da professionisti e privati,  la cui maggioranza deve essere composta da almendo 2/3  da professionisti.