imagesC’è una categoria professionale i cui vertici hanno raccontato e raccontano  “balle” di ogni tipo,  la maggior parte anche divertenti. Insomma, “bufale” gustose, che molti media  hanno  regolarmente ripreso e raccontato e continuano a raccontare. Questa  la prima “bufala”:  richiesta di eliminazione della mediazione obbligatoria  regolarmente in vigore da un anno. La  seconda bufala riguarda l’ abrogazione della legge sulle liberalizzazioni. La terza bufala,  ancora più grave delle altre due,   riguarda  indizione di  un REFERENDUM  ABROGATIVO della mediazione civile e commerciale.  Dietro a queste storie sempre i vertici dell’organismo politico dell’avvocatura.
“Ma com’è possibile” si chiede Pecoraro, presidente dell’Associazione Nazionale dell’Arbitrato e la Conciliazione, associazione senza scopo di lucro,  “che si indichi  lo strumento del referendum  attraverso il quale il corpo elettorale, cioè i cittadini,  dovrebbe essere chiamato  a fornire il proprio parere o la propria decisione sul tema specifico della mediazione obbligatoria. Ma questi signori che pensano? Che i cittadini  siano talmente stupidi da seguire questo scriteriato modo di fare? Effettivamente si  assiste ad uno spettacolo davvero deprimente. Fino a pochi giorni fa si invocava la Costituzione e si dava per certo una decisione nel senso dell’eliminazione dell’obbligatorietà, mentre ora  si lascia intendere che  vi sia già  un deciso favorevole  mantenimento della obbligatorietà da parte della Corte”.
“E poi” continua Pecoraro” come si fa a chiedere un referendum abrogativo quando si è posta questa mozione  ai 1.200 delegati  in rappresentanza di 165 ordini professionali provinciali dell’avvocatura e sulla quale 319 non hanno votato, 551 hanno detto si e  più del 50% , 330,    hanno detto no. Lascio al lettore ogni commento.
Le mozioni   sulle quali si sono espressi  i delegati  sono tante. “Alcune” dice Pecoraro “potrebbero anche essere condivise se   venissero tolti i “paraocchi” a  determinati soggetti che pensano unicamente a mantenere e sostenere le loro posizioni di privilegio a discapito dei giovani professionisti”.
Un dato significativo è quello della mozione riguardante l’abrogazione delle  tariffe professionali: su 837 votanti  749 (il dato più alto di tutte le mozioni) ha detto si al mantenimento, solo 88 hanno detto si. Dunque, se si tiene conto degli astenuti quasi il 50% dei delegati  si è espresso sull’abolizione delle tariffe.  Dove porterà tutto questo indiscriminato “pochi contro tutti?