La Cina ha previsto che ci saranno molte controversie a causa del corona virus, c’è da aspettarsi  per l’Italia sarà la stessa cosa

Ciò significa che,  la Cina  prevede  che le imprese avranno difficoltà nella ripresa a causa dell’emergenza sanitaria e dunque soggette a contenzioso,  che dovranno essere filtrati attraverso l’istituto della mediazione sollecitando l’assistenza legale ai bisognosi. Come si sa in Italia la mediazione  è gratuita  e il mediatore è retribuito solo se le parti acconsentono di proseguire.

Allora, come sarà attuata la mediazione civile in Italia per il dopo emergenza?

A tal proposito abbiamo abbiamo chiesto al  dott. Giovanni Pecoraro – presidente  dell’organismo di mediazione  dell’associazione nazionale per l’arbitrato e la conciliazione (A.N.P.A.R.) con sedi proprie in tutta Italia – perché la Cina ha adottato delle linee guida su risoluzione di controversie  legali e che succederà in Italia?

” È difficile  fare una previsione delle controversie che nasceranno non solo in Cina  ma anche certamente in Italia e in altre nazioni coinvolte, per poterlo fare è  necessario conoscere elementi  che sono riconoscibili solo guardando le denunce che saranno fatte, contro chi e perchè.

La Cina è un Paese molto diverso  dai Paesi a democrazia diffusa, nei quali le libertà  e i diritti  civili  non sono  limitati, non è una distrazione da parte cinese, per esempio, quelle di aver dato  scarse e contraddittorie  risposte all’inizio della pandemia, per cui non sappiamo come agiranno i cittadini cinesi per queste distrazioni e che tipo di denunce potranno porre in essere. Di certo in Italia fino all’esaurimento dell’emergenza sanitaria si stanno inserendo prepotentemente due fatti: il continuo “decretare” che può mettere in pericolo lo sforzo dei sanitari  e dei lavoratori e il disastro economico che stiamo subendo ma che inizia già ad affacciarsi sui balconi della politica economica in tutto il mondo”.

Presidente, ma la mediazione che c’entra in tutto questo?

La mediazione civile è un percorso di incontri condotti da un mediatore, designato da un organismo di mediazione iscritto nel registro del ministero di Giustizia, che aiuta le parti a esporre i loro torti, le loro ragioni e le loro emozioni, rinunciando alle situazioni di principio.

La mediazione civile consente di comporre efficacemente le liti per tutti i diritti disponibili dei cittadini, in particolare modo  consente di  comporre efficacemente  le liti che si verificheranno  sicuramente dopo il post emergenza sanitaria.

Questi componimenti saranno estremamente complessi  tanto per l’accertamento delle responsabilità quanto per l’iter processuale: due aspetti del diritto che alzano una barriera tra il cittadino e lo Stato; una barriera già edificata da un disagio morale provocato da altri e dalla collera che tutti avvertano quando qualcosa non va nella giusta direzione. La mediazione, invece, agevola il confronto, ripristinando la comunicazione  empatica tra le parti, prevedendo l’impostazione e gli esiti possibili di una causa, per impedire  azioni potenzialmente infruttuose o decisioni giudiziali difficili da sostenere.

Presidente, ci saranno molti conflitti in Italia a causa del corona virus?

Il corona virus è responsabile di molti conflitti, ma non solo in Italia, e saranno soprattutto quelli fondati sulla delusione delle previsioni e sugli errori, come è accaduto in Cina e come accade proprio nei rapporti di responsabilità oggi in Italia. Per questo sarà  il mediatore ad aiutare le parti a trattare argomenti apparentemente disuniti dal diritto, ma efficienti a delimitare i significati complessi del conflitto.

Presidente la Giustizia prima ancora di questa tragedia era in crisi  e se è vero che nasceranno altri conflitti alla fine della pandemia,  sarà in grado l’attuale Governo e il ministro di Giustizia, dopo giorni di chiacchiere e interpretazioni proporre cose positive?

Il capo del Governo e il Ministro fanno fatica a trovare soluzioni sanitarie mentre si fanno ogni giorno più pesanti le condizioni economiche e giudiziali.  Dopo la prima “quarantena” torna sulle prime pagine dei media la questione economia e giustizia. Per l’economia, è destinato a far discutere l’appello lanciato dell’Italia all’Europa, per la Giustizia  si ha necessità di dialoghi e mediazioni (n.d.r. parola molto usata in politica)  ed è necessario far giungere al Ministro un messaggio chiaro e preciso: che i  discorsi fatti da uno solo rimangono a metà solo  quando si ascoltano tutte le altre parti allora le questioni si chiarificano. Chi siede al Governo oggi, senza il voto degli italiani,  non è altro che un “mediatore” tra  parti politiche avverse e distanti tra di loro.

Gli italiani  ripongono fiducia e speranza nell’operato dei medici e dei sanitari che stanno combattendo  in prima linea da veri eroi – con coraggio e fedeli al giuramento fatto –   in una guerra  con un nemico “visibile” ma che non possono combatterlo perchè non hanno le armi e le risorse sufficienti a fronteggiarlo.  Lavorano con un rischio professionale elevato  per salvare quei pazienti che sono maggiormente esposti a rischi elevati per la salute. In questi giorni sento solo parole che commuovono gli animi ma non vedo esempi politici che li trascinano. Si va avanti nella confusione più totale e nell’individuazione delle colpe stanno nascendo ipotesi  che suscitano sconcerto e sorpresa: Italia  centro di smistamento del corona virus, sappiamo che è una completa falsità, qualcuno butta acqua sul fuoco e sposta il baricentro in Germania.m. Ecco, da queste incomprensioni  nasceranno controversie a non finire, che se non filtrate attraverso l’obbligatorietà dell’esperimento di mediazione intaseranno talmente i Tribunali  da dover combattere una “seconda guerra” e questa volta non contro gli ammalati ma contro i disperati che il corona virus ha creato in economia.

Mediazione civile e commerciale per evitare il collasso della Giustizia?

Esatto! Solo attraverso la mediazione  è possibile individuare le emozioni è una capacità decisiva per risolvere questi conflitti perché permette di liberare il campo dalle componenti emotive e, anzi, permette di elaborarle, facendo parlare le persone di sentimenti importanti nei momenti di crisi.

La mediazione è un dialogo informale che serve innanzitutto a riportare le parti su un terreno comune, il mediatore invece è  il soggetto  che le aiuta a recuperare una prospettiva comune, se si rispetta qualche regola che faciliti le discussioni. Gli assistenti (avvocati) delle parti sono risolutivi durante lo svolgimento della mediazione perché possono ristabilire la razionalità dei loro assistiti, se capiscono i vantaggi della mediazione attraverso l’informativa dei mediatori, piuttosto che, come capita spesso acutizzare la litigiosità, se difendono un comportamento duro nei confronti delle persone e delle intenzioni delle persone.