Dal 1° gennaio 2012, parte la mediazione anche in materia tributaria nel senso che un cittadino prima di adire il normale contenzioso,  per le controversie inferiori ai 20.000 euro e relative ad atti emessi dall’agenzia delle Entrate, dovrà preventivamente presentare «avvio di procedura conciliativa». Dunque,  tutela di diritti disponibili di un cittadino  attraverso la mediazione nei confronti di un’amministrazione  pubblica. Questi diritti – dice Pecoraro – debbono essere “mediati”  da organismi di conciliazione iscritti nel registo del ministero di Giustizia con conciliatori  altamente specializzati nel settore tributario.  L’avvio di procedura conciliativa non può essere affidata o risolta  da funzionario, anche se di ufficio diverso, appartenente comunque alla stessa direzione.  L’attività di mediazione, così come concepita farebbe la stessa fine di quello   “dell’autotuitela”. E’ difficile  da parte di una  direzione che  ha emesso l’atto  ammettere di averlo emesso erroneamente.  Il cittadino si troverebbe comunque e sempre in una posizione di debolezza nei confronti del fisco. Ecco perchè è necessario che  la  controversia amministrativa insorta, prima della proposizione del ricorso, debba essere risolta da un soggetto terzo, iimparzialle e neutrale designato da un  organismo di conciliazione.  L’Associazione Nazionale per l’Arbitrato & la Conciliazione (A.N.P.A.R.) –, senza scopo di lucro – l’unica ad aver acquisito il diritto ai sensi  dell’art. 26 d.lgs. 26/2007 art 2 comma 2, di essere “sentita”, ai fini delle elaborazioni di piattaforme comuni, proposte da altri Stati membri, in materia di mediazione/conciliazione, ove partecipa il ministero di Giustizia, come sempre farà “sentire”  la sua voce oltre che ai ministri interessati anche nelle sedi opportune U.E..