Con l’emergenza sanitaria si riscopre l’importanza della mediazione civile e  dell’arbitrato.

Grido di allarme degli avvocati per la Giustizia paralizzata. Hanno ragione, però un’alternativa c’è: attivare anche la mediazione facoltativa (art. 2 del D. lsg 28/2010) e concludere con  accordi, quella il cui l’esperimento del tentativo di mediazione è obbligatorio. Con gli accordi fatti attraverso la mediazione vincono tutti, parte. controparte avvocati e mediatori. Purtroppo, malgrado la buona volontà degli organismi di mediazione a convincere gli avvocati a praticare l’istituo della mediazione constatiamo, invece, che si fanno ogni giorno più pesanti le conseguenze della cattiva Giustizia a causa della lentezza dei processi civili. Se, ci sono grossi probemi sui processi penali,  immaginate quello che succederà  per  le controversie civili che emergeranno, prima e post emergenza sanitaria. Il Ministro,  fa fatica a trovare  soluzioni, quando la soluzione è a portata di mano: “mediazione obbligatoria e in caso di fallimento attivazione della clausola arbitrale compromissoria”, dice Pecoraro presidente dell’associazione nazionale per l’arbitrato e la conciliazione dal 1995 (A.N.P.A.R.). 

Questo Governo che va avanti grazie a un “mediatore politico”  e che tutto quello che si fa e si è fatto è stato frutto della mediazione: ci si domanda perchè il Ministro di Giustizia  non si muove nel promuovere e allargare l’istituto della mediazione a tutti i diritti disponibili del cittadino?

Rafforzamento della mediazione piuttosto che la scarsa attenzione ai sistemi di A.D.R. (Alternative Dispute Resolution). Per la verità – continua Pecoraro- un primo passo è stato già fatto prevedento l’esperimento del tentativo di mediazione obbligatorio per molti tipi di controversie che potrebbero nascere durante il periodo di emergenza sanitaria, ma non basta, per fare in modo che le domande giudiziali non arrivino sul tavolo del Magistrato è necessario invece sanzionare pesantemente la parte  che non aderisce o fa fallire la mediazione. La mediazione nasce per tutelare il soggetto più debole, con il processo civile  si consolidano, al contrario, i soggetti più forti economicamente. Spesso la parte più debole che attiva la mediazione  a causa degli alti costi di Giustizia rinuncia a far causa  a chi ha leso un suo diritto. Questo si chiama denegata Giustizia