imagesNon si sa, la risposta data dal presidente della Camera  dei Deputati, all’incontro tenutosi a Roma con la rappresentanza della giunta nazionale dell’O.U.A. guidata dal loro solito  “capo-cordata”. Si sa, che si sono presentati da “agnelli indifesi”  esponendo “in primis “ al Presidente Fini  “le principali proposte e aspettative,  che vanno dalla creazione della figura del giudice laico alla riforma dell’ordinamento, affermando anche che ci sono 240mila avvocati in Italia che attendono risposte alle problematiche quotidiane che si ripercuotono anche sul cittadino”, Subito dopo,  hanno chiesto da  “lupi affamati” che  ” quello che ci preme di più è che venga accolta la richiesta di proroga di un anno per la media conciliazione”. Fossi stato il presidente Fini – dice Pecoraro – presidente A.N.P.A.R  – li avrei messo alla porta. Da una parte questi signori prospettano  ripercussioni  contro i cittadini dall’altra ne calpestano  i diritti e la volontà; vi spiego perchè.
Hanno chiesto, l’istituzione di giudici laici, cioè  un’inconsueta possibilità  di riconoscimento di funzioni giurisdizionali da parte del legislatore a soggetti diversi dal giudice togato, e dunque ad un giudice “laico” – non appartenente all’ordine giudiziario e modellato, dunque, alla stregua di caratteristiche differenti da quelle proprie di altre figure di giudici onorari presenti nel nostro ordinamento (quali, ad esempio, il g.o.a.) -, che presenta al contempo taluni tratti della cd. delegazione di giurisdizione, intesa non nella accezione più ampia di “delega della facoltà di decidere” – non consentita nel nostro ordinamento -, ma in quella più ristretta – consentita nel nostro ordinamento – cui fanno seguito una serie di ipotesi uguali fra loro quali, ad esempio, la delega di atti istruttori o decisioni accessorie; delegazione di giurisdizione che sarebbe, dunque, effettuata nella fattispecie da un giudice togato ad un giudice non togato appositamente creato.
Tutto questo – continua Pecoraro –  appare molto strano. L’O.U.A. ha  definito, da sempre – l’esperimento del tentativo  di mediazione obbligatorio che parte dal 20 marzo 2011 ed affidato a conciliatori/ mediatori professionali –  anticostituzionale perchè,  coarta la volontà delle parti chiamate a conciliare. Così non è – dice Pecoraro – , in quanto le parti sono SEMPRE libere di scegliere se avviare o aderire ad un avvio di procedura conciliativa e decidere se farsi assistere o non assistere da un consulente. In nessun Paese esiste una libertà più libertà di questa. Viceversa  è la richiesta dell’istituzione di un giudice laico  che comporta  gravi problemi di legittimità costituzionale. Vediamo più in dettaglio quali sono le possibili violazione costituzionali, che incombono sulla richiesta da parte dell’O.U.A., di un giudice laico:
a)    divieto di istituzione di giudici speciali di cui all’art. 102 Cost;
b)   violazione del principio secondo cui nessuno può essere distolto dal giudice naturale precostitutito per legge, di cui all’art. 25 Cost.;
c)   violazione del principio di terzietà ed imparzialità del giudice, ormai espressamente sancito dall’art. 111 Cost.
A mio avviso, dunque,  è stato presentato al presidente Fini un uno scenario impressionante inesistente sulla giustizia  civile  solo per farlo trovare “nei …..”casini”.  
Tutti hanno respinto la richiesta di rinvio  presentata dall’O.U.A. a partire, dai giudici togati, da moltissimi avvocati, praticanti avvocati, ordini professionali, cittadini, imprese,  enti pubblici, neo laureati, tutte le associazioni  di consumatori e non, camere di commercio ecc. Io sono un giurista d’impresa,continua Pecoraro,  fossi avvocato   chiederei lo scioglimento dell’organismo unitario dell’avvocatura italiana (O.U.A.),  organo di rappresentanza politica, che tutto fa tranne che rappresentare in modo corretto gli avvocati. Questo organo di rappresentanza,  che si sostituisce al C.N.F., pensa unicamente agli interessi personalistici e non a quelli della categoria. Vogliono giustificare le manchevolezze e le illusioni del passato che hanno ritardato la formazione degli avvocati con assurde richieste di rinvio del tentativo obbligatorio  di mediazione.