No alla discriminazione dei giovani mediatori

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Una stretta necessaria quella di Via Arenula con il prossimo decreto ministeriale. Saranno molte ed importanti le correzioni che quasi certamente saranno regolamentate. Le modifiche riguarderanno  una specifica  specializzazione dei conciliatori e sensibili ritocchi alle tariffe, sulle materie il cui esperimento del tentativo di conciliazione è obbligatorio. Questi sono correttivi che quasi certamente  richiederà la Corte Costituzionale a prescindere  dall’art. 5 del D.leg. 28/2010 e che  all’ufficio legislativo del Ministero hanno già approntato e che saranno pubblicati sulla G.U. prossimamente.  Sulla professionalità del conciliatore e sull’abbassamento della tariffa in caso di mancata adesione, ANPAR è  pienamente d’accordo. Si dice anche di un’eventuale imposizione di tirocinio per i più giovani (forse per mediatori con laurea triennale), su questo il nostro presidente, ha affermato che non è e non può essere d’accordo. Non è possibile dice, Pecoraro, mortificare l’intelligenza dei giovani che hanno fatto, stanno  facendo e faranno bene nella mediazione. “Leggerò attentamente il D.M. e se, necessario provvederò ad inoltrare ricorso al TAR., anche per il fatto di non essere stato “sentito” quale rappresentante dell’associazione regolamentata  ai sensi  dell’art. 26 d.lgs. 206/2007 art 2 comma 2, l’unica a rappresentare gli interessi legittimi dei mediatori”.  Professionalità sempre e per tutti  ma, discriminazione mai.
Ufficio stampa ANPAR