Serviva necessariamente un'interrogazione Parlamentare al ministro di Giustizia, per procedere ad una ispezione dell'ovvio?  No! Il problema era già stato posto all'attenzione dei Ministri che si sono succeduti in questi ultimi anni. "Non è con le ispezioni "a posteriori" che si risolve  il problema", dice Pecoraro dell'A.N.P.A.R..   E' necessario  l'eliminazione di " quel silenzio-assenzo" di trenta giorni introdotto con il D.M. 180/2010. Sarebbe, inoltre,  cosa utile e giusta  accertare  che l'intero capitale sociale di diecimila euro, sia stato regolarmente sottoscritto, versato e "vincolato".  Questi sono gli elementi che hanno consentito  e consentono il  proliferare di enti formativi, di organismi  di mediazione  e di formatori. Si dice anche di organismi che hanno rilasciato attestati non perfettament! e in regola con  quanto previsto dal D.M. 180/2010.
Che succederà  ora ai mediatori che sono in possesso di questi attestati?  Secondo Pecoraro, l'attestato è nulla e sarebbe opportuno che il mediatore, che in coscienza sà di aver frequentato un corso  non conforme. rifaccia il corso di aggiornamento, accertandosi  che l'organismo sia iscritto nel registro presso il Ministero (aggiornato, purtroppo, a settembre 2012).

E' necessario ricordare che il Ministero, fa obbligo all'organismo  di mediazione (da non confondersi con quello di formazione), che accetta la disponibilità  del mediatore  di richiedere autocertificazione con la quale  "sotto la propria responsabilità civile e penale dichiara di avere  conseguito l'attestato di aggiornamento a seguito della frequentazione  di un corso di 18 ore. Dichiarazione dalla quale possono dipendere gravi canseguenze a carico del mediatore.

Mi auguro, conntinua Pecoraro, che le verifiche ispettive riguardino anche gli enti pubblici e che non  si fermino solo  agli aspetti  puramente formali. "Sò di molti enti pubblici  che richiedono al cittadino  l'IVA, non curandosi affatto della norma legislativa che chiaramente dice che "Tuti gli atti, documenti e provvedimenti relativi al procedimento di mediazione  sono esenti dall'imposta di bollo e da ogni spesa, tassa o diritto di qualsiuasi specie e natura". Molti di questi organismi non lo fanno, danneggiando ln tal modo le tasche dei cittadini (art. 17 del D.Lsg 28/2010).
Perchè sprecare tutto questo tempo per ispezioni, per sistemare a posteriori le cose agitando i politici quando  il ministero di Giustizia potrebbe evitare questi problemi fin dall'inizio, così come proposto dal presidente Pecoraro dal 2010?